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Violazione della privacy: quando la video sorveglianza non fa il suo lavoro

Oggi giorno la violazione della privacy è uno dei temi maggiormente trattati quando si parla di sistemi di videosorveglianza. I dibattiti e le discussioni riguardo la presenza e il controllo di numerosissime telecamere, presenti  ormai in ogni luogo pubblico, sono all’ordine del giorno.

Il tema però si fa ancora più caldo se siamo noi stessi a decidere di installare telecamere nella nostra abitazione privata.

Le immagini che vengono registrate dalle telecamere restano effettivamente private? Esiste il rischio che il nostro sistema di videosorveglianza venga “spiato” da terze parti?

Il pericolo c’è, ed è reale. Recente è il caso venuto alla ribalta, di un accesso abusivo a circa 70.000 telecamere liberamente consultabili attraverso il motore di ricerca di Google a causa di un bug del firmware. Davvero sconvolgente!

Cosa fare quindi per evitare spiacevoli inconvenienti come questo?

Innanzitutto è bene sapere che la sicurezza di un impianto di videosorveglianza dipende dalla tecnologia scelta e dalla sua qualità. Prezzi particolarmente attraenti sono spesso sinonimo di prodotti non all’avanguardia.

Il sistema deve quindi garantire la cifratura del segnale per evitare ogni possibile intercettazione delle riprese durante il percorso. La cifratura del segnale sul videoregistratore digitale o sul server di rete deve sempre essere fatta da personale specializzato, il quale garantisce tutte le misure di sicurezza del caso (credenziali, antivirus, firewall,…). Ciò permette alle sole persone autorizzate l’accesso alle immagini in tempo reale e a quelle registrate.

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